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	<title>retribuzione &#8211; Audit People</title>
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		<title>Parità di genere: direttiva per la trasparenza retributiva</title>
		<link>https://auditpeople.it/parita-di-genere-direttiva-trasparenza-retributiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Spanò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 14:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[parità retributiva]]></category>
		<category><![CDATA[pdr 125]]></category>
		<category><![CDATA[retribuzione]]></category>
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			<p>Lo scorso <strong>24 Aprile 2023</strong>, il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno adottato la direttiva sulla trasparenza retributiva, con il fine di rafforzare l&#8217;applicazione del principio della <strong>parità di retribuzione tra uomini e donne</strong>. Gli Stati Membri sono chiamati a <strong>recepire la Direttiva entro il 2026</strong>.</p>
<hr class="reader-divider-block" />
<p><strong>LA DIRETTIVA IN DETTAGLIO</strong></p>
<p>La direttiva prevede l’<strong>obbligo per le aziende con più di 250 dipendenti di condurre una valutazione della parità salariale</strong> tra uomini e donne, mettendo a confronto le retribuzioni ed identificando eventuali differenze ingiustificate.</p>
<p>La direttiva, inoltre, prevede che le aziende debbano <strong>pubblicare informazioni sulla retribuzione dei propri dipendenti</strong>, in modo da favorire una maggiore trasparenza e facilitare la comparazione tra lavoratori.</p>
<p>Altra innovazione riguarda l’obbligo per le aziende di <strong>rendere nota la retribuzione</strong> proposta già in fase di pubblicazione degli annunci di lavoro. Nello specifico, le offerte di lavoro dovranno <strong>esplicitare l’ammontare del salario o della remunerazione offerta</strong> o, alternativamente, fornire <strong>informazioni chiare e trasparenti</strong> sui criteri utilizzati per determinare la retribuzione; questa misura ha l’obiettivo di <strong>contrastare la discriminazione salariale</strong> fin dalla fase di selezione dei candidati, evitando che le donne siano penalizzate, in partenza, da una retribuzione inferiore rispetto ai colleghi uomini. Tale innovazione, inoltre, favorisce una <strong>maggiore trasparenza sui salari e una maggiore concorrenzialità</strong> tra le aziende, che potranno essere valutate dai candidati anche sulla base delle retribuzioni offerte. Parallelamente, per i datori di lavoro è introdotto il <strong>divieto di chiedere ai candidati informazioni</strong> sulle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro.</p>
<p>Altro aspetto regolato dalla Direttiva è il <strong>linguaggio</strong> con cui sono scritti gli <strong>annunci di lavoro</strong> che, dovranno essere <strong>neutri</strong> sotto il profilo del genere, così come le procedure di assunzione, che dovranno essere condotte in modo non discriminatorio.</p>
<p>Instaurato il rapporto di lavoro, con la Direttiva, viene <strong>riconosciuto al dipendente il diritto di informazione</strong>, quindi, i lavoratori avranno il diritto di richiedere e ricevere per iscritto informazioni sul proprio livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.</p>
<p>La trasparenza retributiva si attua anche sotto forma di <strong>obbligo di comunicazione</strong>. Destinatari di tale obbligo sono i datori di lavoro che dovranno fornire informazioni riguardo il divario retributivo di genere nella propria organizzazione. L&#8217;obbligo di comunicazione sarà <strong>annuale per le organizzazioni con più di 250 dipendenti, triennale per le altre realtà</strong>. Nel caso in cui il divario retributivo sia superiore al 5%, le imprese saranno tenute a svolgere una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei propri lavoratori.</p>
<p>Infine, viene riconosciuto il <strong>diritto al risarcimento del danno</strong> per il lavoratore che ha subito un danno a seguito di una violazione di un diritto o di un obbligo connesso al principio della parità di retribuzione. Il risarcimento prevede il <strong>recupero integrale</strong> delle retribuzioni arretrate e dei relativi bonus, il risarcimento per le opportunità perse, il danno immateriale e gli interessi di mora.</p>
<p><strong>FONTE: <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/pay-transparency/#:~:text=La%20direttiva%20dell'UE%20mira,di%20genere%20supera%20il%205%25.">consilium.europa.eu</a></strong></p>
<hr class="reader-divider-block" />
<p><strong>AZIONI</strong></p>
<p>Per le aziende già in possesso del <strong>modello 231</strong> e quindi di un servizio di segnalazione si raccomanda di verificarne la <strong>coerenza con i nuovi requisiti</strong>:</p>
<ul>
<li>Valutare con il proprio consulente e con l’organismo di vigilanza, previo coinvolgimento del referente risorse umane, le <strong>strategie di conformità ed i possibili rischi</strong>;</li>
<li>Analizzare i documenti di riferimento come la <strong>UNI PDR 125</strong> sulla parità di genere e la <strong>ISO 30415</strong> sulla diversità e l’inclusione.</li>
<li>Definire specifiche <strong>attività formative</strong>.</li>
</ul>
<hr class="reader-divider-block" />
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Il nostro CORSO DI FORMAZIONE sulla UNI/PdR 125</strong></span></p>
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>La Certificazione della Parità di Genere</strong></p>
<p>La UNI PdR 125 delinea i requisiti per la Certificazione della Parità di Genere, ma quali sono gli <strong>obblighi e i benefici</strong> previsti? Quali le modalità di <strong>pianificazione, attuazione, controllo e miglioramento</strong>? Qual è l&#8217;<strong>impatto sul personale in azienda e dal punto di vista fiscale</strong>?</p>
<p>Ricordando che le aziende che conseguiranno la certificazione sulla parità di genere vedranno riconosciuto uno <strong>sgravio sul versamento dei contributi previdenziali e assistenziali</strong>, impostare un sistema aziendale basato sulla parità di genere facilita innanzitutto lo sviluppo del personale aziendale.</p>
<p>E formarsi rappresenta sempre il primo passo fondamentale e insostituibile.</p>
<p>Il <strong>corso di 8 ore</strong> rivolto a imprenditori e imprenditrici, manager e responsabili dei Sistemi di Gestione e HR, verte in modo <strong>pratico e concreto </strong>tanto<strong> </strong>sulla <strong>impostazione del sistema</strong>, quanto sugli interventi atti a migliorare e <strong>facilitare i processi interni,</strong> al fine di <strong>rendere effettivi e “misurabili” i principi di inclusione e rispetto delle diversità.</strong></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>La UNI/PdR 125:2022. La certificazione della parità di genere</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Lunedì 12 giugno</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>8 ore (dalle 9 alle 18)</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Live online su Zoom</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;"><a style="color: #333399;" href="https://auditpeople.it/wp-content/uploads/2023/05/Scheda-corso-PdR-125_12.06.2023.pdf"><strong>SCOPRI IL PROGRAMMA E ISCRIVITI</strong></a></span></p>
<hr class="reader-divider-block" />
<p class="reader-text-block__paragraph"><strong>Contattaci per saperne di più</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="mailto:segreteria@auditpeople.it">segreteria@auditpeople.it</a></li>
<li><a href="https://auditpeople.it/contatti/">www.verifiche.info/contatti</a></li>
</ul>

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