Formarsi sull’intelligenza artificiale: un obbligo (non solo un’opportunità)
L’intelligenza artificiale è ormai parte della quotidianità lavorativa: assistenti virtuali, strumenti di analisi automatica, piattaforme HR basate su algoritmi.
Ma siamo davvero pronti a usarla in modo consapevole e conforme alla legge?
Cosa dice la normativa
Con l’entrata in vigore dell’AI Act europeo, l’Unione Europea ha posto le basi per un utilizzo sicuro, trasparente e responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale. Il nuovo Regolamento UE 2024/1689 è stato recepito in Italia con la Legge n. 132/2025 lo scorso 10 ottobre 2025.
Tra le novità più rilevanti, c’è l’introduzione di un principio fondamentale: l’AI literacy, cioè l’obbligo per organizzazioni pubbliche e private di garantire che chi utilizza o gestisce sistemi di IA riceva una formazione adeguata e tracciabile.
A questo si affiancano altre normative già in vigore:
- il GDPR in materia di Privacy, che tutela i dati personali trattati dagli algoritmi;
- il D.Lgs. 81/08 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che richiede di valutare i nuovi rischi introdotti dalle tecnologie digitali;
- e, sul piano tecnico, la norma ISO/IEC 42001, che definisce i requisiti per un Sistema di Gestione dell’Intelligenza Artificiale (AIMS), oltre alla ISO 27001 sulla Sicurezza delle informazioni.
In Italia, il Garante Privacy hanno richiamato i datori di lavoro alla trasparenza sull’uso di sistemi automatizzati per il monitoraggio o la valutazione del personale.
Quali obblighi per datori di lavoro e lavoratori
Per i datori di lavoro, significa:
- informare i dipendenti quando l’IA è impiegata per decisioni che li riguardano;
- valutare e gestire i rischi connessi all’uso dell’IA (bias, discriminazione, sicurezza dei dati);
- e soprattutto formare il personale affinché utilizzi gli strumenti in modo corretto e consapevole.
Per i lavoratori, la formazione diventa una tutela: conoscere il funzionamento dei sistemi di IA permette di evitare errori, segnalare anomalie e proteggere i propri diritti.
Inoltre, la non conformità può comportare sanzioni fino a 35 milioni di euro, o al 7% del fatturato annuo globale, oltre a responsabilità civili in caso di danni causati dall’uso scorretto dell’IA.
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